Venerdì 15 Aprile

Finale, carabinieri in Comune: il sindaco Ferioli e due assessori indagati per abuso d’ufficio

 
Biolchini incontra Salvini: «La sicurezzadei cittadini è un elemento fondamentale»

Biolchini incontra Salvini: «La sicurezza
dei cittadini è un elemento fondamentale»

 
Il “re della truffa” in azione a Modena

Il “re della truffa” in azione a Modena

 
I 5 Stelle certificati da Beppe GrilloLa squadra di Catani può utilizzare il logo ufficiale

I 5 Stelle certificati da Beppe Grillo
La squadra di Catani può utilizzare il logo ufficiale

 
Macellazione clandestina, quattro denunceI bovini venivano uccisi in una ditta di trasporti. Coinvolti due veterinari

Macellazione clandestina, quattro denunce
I bovini venivano uccisi in una ditta di trasporti. Coinvolti due veterinari

 
Agenzia delle Entrate e il focus di “Striscia”«Forse l’obiettivo è difendere gli evasori»

Agenzia delle Entrate e il focus di “Striscia”
«Forse l’obiettivo è difendere gli evasori»

 

il commento

Islam, tra la paura dell’ «invasione»
e le opportunità di business

Il mercato dei prodotti Halal è in espansione

');
'); //document.write('
 
');
'); document.write(''); document.write('
');

Di questi tempi non va esattamente di moda l’aggettivo islamico, ma, si sa, il business le mode le crea, mica le segue. Allora diventa interessante soffermarsi su quanto sta accadendo nella nostra economia, intesa come quella modenese, che guarda anche ai consumatori musulmani come strategici per espansione o consolidamento dei fatturati. Ieri alla Camera di Commercio si teneva un seminario per imprese che vogliono ottenere la certificazione Halal: quella che serve affinchè il prodotto sia considerato adeguato ai precetti dell’Islam. Alimentare e cosmetico: questi i settori principalmente interessati, sette le realtà aziendali che hanno preso nota, con interesse verso un mercato che vale 800 miliardi nel mondo, una ventina in Europa e che, soprattutto, cresce (dati Mise) al 15-20% annuo. Dalla carne (esclusa quella di maiale) ai profumi “leciti” per l’Islam: si parla di due miliardi di potenziali consumatori nel mondo, con questo ritmo di crescita (ore sono 1,5), aggiungendo chi, pur di altre religioni o semplicemente laico, acquista questi prodotti per curiosità o convinzione alimentare. Insomma, è chiaro come si tratti di una prospettiva incoraggiante anche per chi non ha strutture multinazionali per affrontare quei mercati, dunque anche per le pmi del nostro territorio. E a proposito del nostro territorio: riscorrendo i numeri del business che potrebbe valere un radicamento commerciale in quei Paesi (dall’Indonesia, il più popoloso, ad altre nazioni asiatiche o africane in crescita), è evidente come parte di quei “clienti” si trovi già qui. Non solo a gestire negozi, si pensi ai pakistani, ma a rappresentare reali e potenziali consumatori. Per prodotti sì islamici, Halal, ma che porterebbero ricavi e dunque lavoro ad aziende italiane, magari della nostra provincia. Ricchezza in sostanza, quando si parla in modo incessante della necessità di crescita, per uscire dalla crisi economica. E’ dunque altrettanto evidente come la paura dell’ «invasione» migratoria di cui si sente parlare di questi tempi, ricordando, banalmente, che ci sono differenze di numeri e contesti tra città e città, ha un altro lato da considerare, che si tratti di attualità, breve o lungo periodo. E’ quello del business, quello di questo sistema economico. Che se vuole avere altro sviluppo, se vuole avere altri spazi, e dunque altro «benessere» da distribuire, se vuole che i suoi consumatori autoctoni mantengano livelli di domanda accettabili, ha bisogno di mercati che non siano solo quelli “maturi” dell’Occidente, in particolare dell’Europa, dove si cresce ormai a fatica, sia pil o popolazione. Un sistema che ha dunque bisogno anche dei Paesi islamici, soprattutto dell’export sui loro mercati.

'); document.write(''); document.write('
');