Martedì 12 Aprile

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«Niente aborti: viola la libertà per sottostare all’Ausl»«Chiara Balestri, unica donna in maggioranza, ha parlato per astenersi»

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«Medici obiettori, l’ospedale di Pavullo è completamente fuori dalla legge che prevede al più la mobilità del personale e non delle donne»

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«Niente aborti: viola la libertà per sottostare all’Ausl»
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Il capogruppo di “Unione a sinistra”, Fausto Gianelli, non le manda a dire sulla bocciatura della mozione

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è stata discussa e bocciata dalla maggioranza la mozione del capogruppo della lista “Unione a sinistra”, Fausto Gianelli, in merito al fatto che «non solo manca un primario nel reparto di Ginecologia e Ostetricia, ma da quattro anni a Pavullo si verifica una situazione paradossale e inaudita che rende impossibile alle donne del nostro territorio praticare all’ospedale pavullese interruzioni volontarie della gravidanza». I medici del reparto, insomma, sono tutti obiettori.
«La bocciatura da parte della maggioranza della nostra mozione sulle reparto di Ostetricia e Ginecologia lascia davvero allibiti, o meglio dovrebbe lasciare perplessi quelli che ancora credono che dietro agli slogan sempre propagandati da parte del Partito democratico a difesa dell’ospedale ci sia un fondo di verità - spiega Gianelli - Dopo infatti che, all’inizio del Consiglio comunale, da parte del sindaco e dell’assessore Iseppi, era giunta la solita formale dichiarazione di vicinanza all’ospedale, appena si è passati dalle vuote promesse ai fatti concreti è immediatamente apparsa la totale subordinazione di questa giunta agli interessi che, da Bologna e Modena, guidano in realtà le scelte in materia sanitaria ai danni del nostro territorio. Il Consiglio era chiamato a esprimersi sulla scandalosa situazione per cui all’ospedale di Pavullo, unico caso in provincia, non vengono praticate da tempo le interruzioni volontarie di gravidanza, diritto sancito da una legge ormai consolidata, avendo la direzione provinciale dell’Ausl deciso che anche per quest’intervento le donne pavullesi, da tempo considerate evidentemente cittadine di serie B, devono recarsi all’ospedale di Sassuolo. Che si tratti quindi di esercitare il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza o di farsi apporre un sistema contraccettivo, ad esempio la spirale, questo non è più possibile nel nostro ospedale. Ciò in virtù di una disastrosa gestione del personale tanto che, pur a fronte di oltre 50% di ginecologi non obiettori e disponibile a effettuare questi interventi, la direzione provinciale ha ritenuto di non distaccarne, nemmeno per un giorno al mese, uno all’ospedale di Pavullo».
Gianelli ritiene che si tratti di «un altro passo nella strada del costante impoverimento del nostro ospedale, nell’attesa che si realizzi finalmente la speranza di poter chiudere anche il reparto di Ostetricia e Ginecologia di Pavullo, che non a caso anche nella prossima estate verrà “temporaneamente” e per la seconda volta accorpato a quello di Pediatria. Dopo le immancabili dichiarazioni di rito di rispetto del diritto delle donne che al nostro reparti di ostetricia debbono rivolgersi, i membri della giunta ed i consiglieri del Partito democratico hanno, però, dichiarato scandalizzati che non se la sentivano di censurare le scelte organizzative dell’Ausl , ciò perché non spetta agli amministratori del Comune di Pavullo intervenire sulle scelte dell’azienda sanitaria. Purtroppo è un film già visto, come quando ad esempio, dopo aver votato la mozione di “Unione a sinistra” per la riduzione dei rifiuti l’introduzione del porta porta, l’amministratore comunale ha deciso di non dar seguito a questa scelta perché, evidentemente, gli interessi di Hera andavano in un’altra direzione. In questo festival dell’ipocrisia celebratosi sabato mattina è spiccata la dichiarazione di voto dell’unico consigliere donna tra le file della maggioranza, la giovane Chiara Balestri che, dopo anni di silenzio, ha preso finalmente la parola, non però per sostenere la mozione ma per dichiarare che si sarebbe astenuta».

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