CORREGGIO
il parroco, il sindaco e il maresciallo dei carabinieri. Sembra uscita dalla penna di Guareschi questa storia di paese che rischia di creare un vero e proprio scontro istituzionale tra Arma, Comune e Diocesi. I tre poteri che da sempre regolano la vita della gente nei piccoli borghi. Tre poteri che sono entrati in rotta di collisione la domenica appena trascorsa. Ingrediente della vicenda: il caso En.Cor che dai portici della città del Correggio si è trasferito direttamente sul pulpito della chiesa di Canolo di Correggio dove don Giuliano Guidetti al termine della celebrazione domenicale l’ha sparata davvero grossa.
Le sue parole, pronunciate pubblicamente davanti a decine di persone stanno facendo il giro della cittadina interrogando e creando come sempre accade in questi casi il partito dei pro e quello dei contrari. Proprio come insegnerebbe la grande penna d’oltrenza.
Il parroco ha preso la parola per elogiare l’attività del comitato “Via la Nebbia” che chiede trasparenza sulla vicenda di En.Cor. Un appoggio che il sacerdote, che guida le comunità di Canolo, Fosdondo e Budrio, ma abita a Correggio in San Quirino con il prevosto, ha detto di voler appoggiare una volta appurato che si tratti di gente seria. Ma il don l’ha detta grossa quando ha parlato del «marcio che sta emergendo dalla vicenda En.Cor e nell’amministrazione». Un marciume che don Guidetti ha detto di voler combattere fino in fondo. «Io sono molto contento che questo comitato incominci a fare luce su questa situazione perchè c'è del marcio in questa amministrazione».
Poi, palesando quelle che fino a qualche giorno fa erano fittissime chiacchiere di Paese l’affondo: «Il mio amico ex maresciallo di Correggio Roberto Cesi che è stato allontanato, mi aveva confidato del marcio che stava emergendo dalle sue indagini sulla centrale». Ecco ripiombare coram populo una indiscrezione più volte circolata in piazza e messa per la prima volta nero su bianco dal pulpito. Quella che avrebbe visto il caso En.Cor come scenario e fattore scatenante del trasferimento da Correggio per incompatibilità ambientale. Il sacerdote ha riferito di confidenze che gli aveva fatto il maresciallo allora in forze a Correggio, anche se non ha detto esplicitamente che il suo trasferimento è stato causato da quelle indagini.
Ma come in ogni racconto padano che si rispetti quella domenica a Canolo era una domenica speciale. Tra i banchi dei fedeli era presente anche Giulio Fantuzzi, ex sindaco comunista di Correggio, di Reggio, ex europarlamentare pidiessino e primo segretario provinciale del Partito Democratico. Fantuzzi era in chiesa per partecipare alla messa di suffragio del cognato, morto dieci anni fa. E l’intemerata di don Guidetti deve essergli andata proprio di traverso. Poteva il parroco sapere che in quell’istante era presente uno dei personaggi più influenti del partitone rosso correggese? Chi lo conosce bene è pronto a giurare che il don sia completamente lontano da queste maliziose strategie. Ma la frittata ormai era fatta. Fantuzzi è parso abbastanza livido in volto durante il pesante j’accuse del sacerdote. Al telefono con Prima Pagina ha detto di non voler commentare l’episodio, che però non ha smentito. C’è chi sostiene di aver visto Fantuzzi recarsi personalmente dal prete, dopo la messa per protestare per quelle parole di attacco all’amministrazione. E chi invece è pronto a giurare che il sindaco Marzio Iotti, raggiunto dalla notizia, sia pronto a querelare don Guidetti per diffamazione.
Anche il sacerdote per la verità, così prodigo di dichiarazioni dal pulpito, ha scelto la via del no comment. «Se volete ascoltare quello che dico venite alle mie messe», ha tagliato corto con Prima Pagina, che l’aveva cercato per capire meglio che cosa fosse successo domenica. Quel che è certo è che per la prima volta è emersa una correlazione tra alcune indagini che stava conducendo Cesi e la centrale En.Cor. Già. Ma quali?
Va detto, e questo è l’avvocato dell’ufficiale a dirlo, Alessandro Conti, che ad oggi non risulta alcun capo d’imputazione da parte della Procura nei confronti del maresciallo, che era entrato in rotta di collisione dopo il trasferimento con il Comune avvenuto nel gennaio del 2012. In quei giorni, la tensione a Correggio era grande: si parlava di denunce del Comune nei confronti dell’ex maresciallo, di esposti in Procura: «Ma ad oggi noi non abbiamo niente di niente - ha specificato Conti a Prima Pagina - salvo la motivazione che è stato trasferito per incompatibilità ambientale».
Ma la bomba è scoppiata e rischia di provocare uno scontro istituzionale che in molti avevano paventato a Correggio e che potrebbe far perdere il controllo della situazione.
CORREGGIO - Il parroco, il sindaco e il maresciallo dei carabinieri. Sembra uscita dalla penna di Guareschi questa storia di paese che rischia di creare un vero e proprio scontro istituzionale tra Arma, Comune e Diocesi. I tre poteri che da sempre regolano la vita della gente nei piccoli borghi. Tre poteri che sono entrati in rotta di collisione la domenica appena trascorsa. Ingrediente della vicenda: il caso En.Cor che dai portici della città del Correggio si è trasferito direttamente sul pulpito della chiesa di Canolo di Correggio dove don Giuliano Guidetti al termine della celebrazione domenicale l’ha sparata davvero grossa.
Le sue parole, pronunciate pubblicamente davanti a decine di persone stanno facendo il giro della cittadina interrogando e creando come sempre accade in questi casi il partito dei pro e quello dei contrari. Proprio come insegnerebbe la grande penna d’oltrenza. Il parroco ha preso la parola per elogiare l’attività del comitato “Via la Nebbia” che chiede trasparenza sulla vicenda di En.Cor. Un appoggio che il sacerdote, che guida le comunità di Canolo, Fosdondo e Budrio, ma abita a Correggio in San Quirino con il prevosto, ha detto di voler appoggiare una volta appurato che si tratti di gente seria. Ma il don l’ha detta grossa quando ha parlato del «marcio che sta emergendo dalla vicenda En.Cor e nell’amministrazione».
Un marciume che don Guidetti ha detto di voler combattere fino in fondo. «Io sono molto contento che questo comitato incominci a fare luce su questa situazione perchè c'è del marcio in questa amministrazione».Poi, palesando quelle che fino a qualche giorno fa erano fittissime chiacchiere di Paese l’affondo: «Il mio amico ex maresciallo di Correggio Roberto Cesi che è stato allontanato, mi aveva confidato del marcio che stava emergendo dalle sue indagini sulla centrale». Ecco ripiombare coram populo una indiscrezione più volte circolata in piazza e messa per la prima volta nero su bianco dal pulpito.
Quella che avrebbe visto il caso En.Cor come scenario e fattore scatenante del trasferimento da Correggio per incompatibilità ambientale. Il sacerdote ha riferito di confidenze che gli aveva fatto il maresciallo allora in forze a Correggio, anche se non ha detto esplicitamente che il suo trasferimento è stato causato da quelle indagini. Ma come in ogni racconto padano che si rispetti quella domenica a Canolo era una domenica speciale. Tra i banchi dei fedeli era presente anche Giulio Fantuzzi, ex sindaco comunista di Correggio, di Reggio, ex europarlamentare pidiessino e primo segretario provinciale del Partito Democratico. Fantuzzi era in chiesa per partecipare alla messa di suffragio del cognato, morto dieci anni fa.
E l’intemerata di don Guidetti deve essergli andata proprio di traverso. Poteva il parroco sapere che in quell’istante era presente uno dei personaggi più influenti del partitone rosso correggese? Chi lo conosce bene è pronto a giurare che il don sia completamente lontano da queste maliziose strategie. Ma la frittata ormai era fatta. Fantuzzi è parso abbastanza livido in volto durante il pesante j’accuse del sacerdote. Al telefono con Prima Pagina ha detto di non voler commentare l’episodio, che però non ha smentito. C’è chi sostiene di aver visto Fantuzzi recarsi personalmente dal prete, dopo la messa per protestare per quelle parole di attacco all’amministrazione.
E chi invece è pronto a giurare che il sindaco Marzio Iotti, raggiunto dalla notizia, sia pronto a querelare don Guidetti per diffamazione. Anche il sacerdote per la verità, così prodigo di dichiarazioni dal pulpito, ha scelto la via del no comment. «Se volete ascoltare quello che dico venite alle mie messe», ha tagliato corto con Prima Pagina, che l’aveva cercato per capire meglio che cosa fosse successo domenica.
Quel che è certo è che per la prima volta è emersa una correlazione tra alcune indagini che stava conducendo Cesi e la centrale En.Cor. Già. Ma quali? Va detto, e questo è l’avvocato dell’ufficiale a dirlo, Alessandro Conti, che ad oggi non risulta alcun capo d’imputazione da parte della Procura nei confronti del maresciallo, che era entrato in rotta di collisione dopo il trasferimento con il Comune avvenuto nel gennaio del 2012. In quei giorni, la tensione a Correggio era grande: si parlava di denunce del Comune nei confronti dell’ex maresciallo, di esposti in Procura: «Ma ad oggi noi non abbiamo niente di niente - ha specificato Conti a Prima Pagina - salvo la motivazione che è stato trasferito per incompatibilità ambientale». Ma la bomba è scoppiata e rischia di provocare uno scontro istituzionale che in molti avevano paventato a Correggio e che potrebbe far perdere il controllo della situazione.
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