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fiere di reggio

13/07/2013

Fiere, il partner entro settembre

Ferrarini: «Sarà un soggetto forte del panorama fieristico»

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Il presidente delle Fiere di Reggio Paolo Lusenti e la componente del Cda Lisa Ferrarini

 Il Cda sta lavorando per chiudere la trattativa. Milano e Verona in testa
La battaglia per chiarire dove siano da rintracciare le responsabilità del buco di Bilancio nei conti di Reggio Emilia Fiere è andato in scena ieri pomeriggio all’interno delle commissioni consiliari “Attività Produttive” di Comune e Provincia, convocate in seduta congiunta nella sede dell’Ex tribunale di Reggio. La riunione è iniziata con un’introduzione affidata al dottor Alberto Pedroni, dello studio Ppi, che ha ricostruito il travagliato percorso che ha portato l’azienda a chiudere il 2012 con una perdita di 7,8 milioni di euro, una gestione finanziaria con un saldo negativo di 883mila euro e ad attendere per il 10 ottobre prossimo il pronunciamento del tribunale rispetto alla richiesta di concordato avanzata dal Cda dell’Ente con l’obiettivo di pagare i creditori. Un piano, quest’ultimo, che prevede da un lato la nascita di una newco che continui a gestire il ramo fieristico, dall’altro la dismissione delle aree possedute a Corte Tegge, Fora di Cavola e Mancasale. Del Cda di Fiere Reggio erano presenti il nuovo presidente Paolo Lusenti e Lisa Ferrarini, già alla guida della società e passata all’interno del consiglio dopo il recente cambio ai vertici. «Ci stiamo impegnando per rilanciare le Fiere - ha detto Lusenti - Sapete benissimo che abbiamo scelto di collocare il settore immobiliare su un binario e quello fieristico su un altro. Comunque, nonosntante i dati di bilancio, volevo ricordare che abbiamo un patrimonio di 14 milioni di euro». Di prospettive future ha invece parlato Ferrarini: «Non abbiamo mai pensato di chiudere le Fiere. Oggi per di più abbiamo un’infrastruttura fondamentale come la stazione Madiopadana, che ci potrà permettere di puntare con decisione al rilancio di questo ente anche sfruttando la forza del nostro territorio che sta nel comparto dell’agricoltura e dell’industria». Ferrarini ha anche confermato che la volontà di creare una nuova società e che entro la fine di agosto sarà annunciato il nome del “partner forte” che scenderà in campo accanto a Reggio: «Non posso dire ancora chi farà parte di questa newco perché stiamo ancora trattando. Posso solo dire che sarà un partner importante del mondo fieristico». Con tempi così stretti sull’annuncio però è chiaro che la dirigenza reggiana ha già qualcosa di più di sole promesse in mano e le indiscrezioni che circolano vedono in ballo due soggetti: le Fiere di Milano o quelle di Verona, con buona pace del sistema regionale tanto caro all’assessore alle attività produttive Muzzarelli.
«La nostra Fiera è piccola ma baricentrica in un’area vasta - ha detto Ferrarini - Grazie all’Alta Velocità le distanze con gli altri poli fieristici sarà notevolmente ridotta». Se da un lato sul tema delle alleanze extra regionali l’opposizione si è detta favorevole a patto che il tutto sia fatto nella logica di ridare un futuro al polo reggiano, i distinguo maggiori sono stati all’interno del Pd. Il consigliere provinciale Marcello Stecco ad esempio ha difeso la logica che vedrebbe Reggio inserita nel contesto regionale che prevede i tre poli di Rimini, Bologna e Parma: «Non possiamo - ha detto rivolto al gruppo dirigente dell’Ente Reggiano - bypassare il confronto interno con la Regione. Dobbiamo assolutamente rapportarci prima con Parma e Piacenza per costruire il polo emiliano. Fatto questo avremmo una forza maggiore per cercare eventualmente altri partner esterni. Qualsiasi piano industriale dovrà fare i conti con una prospettiva regionale e non escluderla a priori. Inoltre il cda dovrà sviluppare gli indirizzi sviluppati da Comune, Provincia e Camera di Commercio che rappresentano la proprietà». Più sfumata la posizione del capogruppo Pd in Sala del Tricolore Luca Vecchi: «Vedo spiragli positivi che vanno nella direzione di rilanciare le Fiere cercando una partnership per elaborare un concreto piano industriale - ha spiegato - ecco perché credo che si debba tenere la testa alta nel cercare alleati. Condivido chi dice di tenere in considerazione i poli regionali, ma trovo altrettanto corretto che il Cda possa percorrere altre strade».
Posizione ancora più aperturista quella della presidente della Provincia Sonia Masini: «Il Cda deve guardare in tutte le direzioni unificando Parma e Reggio e andando verso Milano con anche Modena. Solo così potremo far crescere le Fiere». Inoltre la presidente, che guida uno degli azionisti di maggioranza dell’azienda di Mancasale, ha garantito piena disponibilità a immettere capitale nella nascente newco «a patto che però non si svendano le aree di Mancasale. Sono strategiche quelle proprietà e devono essere recuperate per la loro funzione pubblica. Quando ci si presenterà di fronte al tribunale che dovrà decidere sul concordato dovremo dire chiaramente che quei terreni non vanno svenduti», ha concluso.

Marco Barbieri