Sotto accusa l'acquisto di box del Comune a 35mila euro
Quel pasticciaccio brutto di Piazza della Vittoria. Mentre proprio ieri il Comune ha dato il via libera ai lavori sulla rete dei sottoservizi (condutture e tubazioni interrate) preparatori agli scavi per il parcheggio sotterraneo, esplode il caso in consiglio comunale. Complice la votazione con la quale ben sei consiglieri di maggioranza, cinque del Pd, si sono astenuti. Sullo sfondo una promessa. Tradita. «E' quella che ci aveva fatto Delrio ancora sindaco che non si sarebbe proceduto all'approvazione del progetto senza prima ripassare dalla commissione per risolvere i nodi più urgenti», dicono trasversalmente sia il capogruppo di Progetto Reggio Giacomo Giovannini che il consigliere del Pd Roberto Pierfederici.
Invece il progetto è passato «in modo carbonaro», denuncia l'ex leghista, che ha elencato tutti i nodi non risolti della questione. «Anzitutto l'aggiunta da parte del Comune di una clausola che prevede il diritto di prelazione del Comune a comprare un certo numero di box auto nel caso il gestore scendesse a 35 mila euro a box». Il motivo? «Garantire la sostenibilità finanziaria del'opera. Ma quando mai si è visto un Comune che garantisce un privato? Dove sarebbe l'interesse pubblico? Su questo, anche se si considera il fatto che attualmente il gestore sta vendendo i box a 52mila euro l'uno, non ci sono stati chiarimenti». Il diritto di prelazione, da esercitare per un numero di box auto ancora imprecisato, pone anche il tema della necessità «dal momento che il Comune è senza soldi». A non piacere però sia alle opposizioni che a parte della maggioranza è il fatto il progetto del parcheggio interrato è naufragato. Doveva essere un parcheggio per risolvere i problemi di accesso, sta diventando un parcheggio principalmente privato, dunque di residenti. «E ancora non ci hanno detto se sono previsti posti a rotazione», taglia corto Pierfederici. «Questo procedimento tenuto nascosto alla città e alla circoscrizione città storica che aveva chiesto invano all'assessore Mimmo Spadoni di spiegare ai residenti il cronoprogramma dei lavori. Si riparte dunque dall'approvazione che la giunta ha fatto della delibera dei sottoservizi, che è partita ieri. Ad astenersi sono stati oltre a Pierfederici e Matteo Riva anche Ernesto D'Andrea, De Lucia, Salsi e Venturini.
C'è poi un aspetto che non è mai emerso. Ed è la sonora bacchettata della Sovrintendenza che nei mesi scorsi inviò una lettera al Comune per rimproverarlo di essersi mosso senza avvertirla. La zona, come noto è ad alto rischio di rinvenimento di reperti archeologici, soprattutto verso l'attuale Isolato San Rocco e il rischio che i lavori possano interrompersi per il ritrovamento di qualche manufatto di epoca tardo imperiale è concreto. Di questo la Sovrintendenza si lamentava senza avere dal Comune la necessaria collaborazione.
Andrea Zambrano
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