Martedì 22 Marzo

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Correggio

«Mafia radicata per colpa della Chiesa». Bufera su Nicaso

Il vicesindaco e il presidente del consiglio: «Superficiale, ha offeso don Gherardi»

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Antonio Nicaso al teatro Asioli di Correggio

Cortocircuito di nuovo protagonista. Le parole di Nicaso indignano mezzo Pd e Forza Italia. E qualcuno se ne va dalla platea

«la mafia? E' colpa della cultura cattolica». Parole e musica di Antonio Nicaso, autore, con il sostituto procuratore Nicola Gratteri del libro Acquasantissima (Mondadori) che svela, o tenta di svelare, i rapporti e le contiguità tra la criminalità organizzata e le gerarchie ecclesiastiche. A metterci del pepe è, come spesso accade dalle nostre parti quando l'argomento sono coppole e padrini, il giornale studentesco Cortocircuito, che dopo avere messo nei “guai” il sindaco di Brescello Marcello Coffrini e fatto litigare il sindaco di Reggio in sala del Tricolore con i grillini, adesso orienta la  scure contro una presunta trattativa Mafia-Chiesa. Nicaso, Gratteri e Elia Minari erano gli ospiti del Comune di Correggio che li ha chiamati in pompa magna al teatro Asioli per presentare il libro di Nicaso e Gratteri "Acquasantissima".
Ma non avevano fatto i conti con i tanti cattolici presenti in sala, molti dei quali che occupano cariche pubbliche e che si sono indignati durante e dopo la presentazione. 
Presentazione durata quasi due ore, ma dalla quale si possono estrapolare alcune chicche che non mancheranno di fare discutere nei giorni prossimi e probabilmente costringeranno il sindaco Ilenia Malvasi, presente sul palco, ma senza stracciarsi le vesti, a intervenire come  pretenderebbe qualcuno. Il primo a dare fuoco alle polveri è Elia Minari che ha sottolineato alcune parole di don Evandro Gherardi, parroco di Brescello, pronunciate nei giorni caldi dell'affaire Coffrini: «Ha detto che la nostra inchiesta danneggia il turismo, ma la mafia non esiste». 
Ora. Detta così, sembra una frase un po' imprecisa, anche perchè il turismo sul Po non è che attiri a frotte i tedeschi in villeggiatura. Però, e questo lo hanno pensato i tanti presenti, le accuse rivolte a don Evandro come contiguo ad un certo pensiero filo-cosche, sono gravi e inaccettabili. 
Nicaso  ci ha messo del suo quando ha spiegato che Papa Francesco era partito bene, ma non è incisivo nella lotta alla mafia oppure quando, inerpicandosi su un discorso più teologico che sociologico, ha detto che la radice dei problemi è insita nel fatto che il cattolicesimo, a differenza del protestantesimo esalta il perdono e sulla base di questo perdono le cosche si sentono a posto. La Chiesa che c'entra? C'entra secondo Nicaso perchè il problema sta proprio in questa specificità del perdono che pone in secondo piano la giustizia terrena. 
Le parole di Nicaso hanno ricevuto la forte indignazione di diversi esponenti della cultura cattolica di Sinistra di Correggio. Passi per gli episodi, incontestabili, che vedono preti del sud contigui o distratti con i mammasantisisma per ragioni di interesse o sacramentali: battesimi, matrimoni etc...
Questi ci sono e nessuno li discute, così come ci sono le epiche parole di Giovanni Paolo II sulla spianata di Agrigento, le bombe della mafia al Velabro e San Giovanni in Laterano, le parole ferme di Bendetto XVI e quelle altrettanto inequivocabili di Francesco. 
E stanno a significare che un conto è la Chiesa un conto sono i suoi uomini, peccatori, superficiali, compromessi. E' una lotta che la barca di Pietro affronta da 2000 anni, anche su altre sfaccettature dell'umano. Un altro è trovare delle ragioni teologiche a questo teorema. E da un certo punto di vista è più grave perché costringe ad immaginare una contiguità innata e dunque inestirpabile. 
«La mafia? E' colpa della cultura cattolica». Parole e musica di Antonio Nicaso, autore, con il sostituto procuratore Nicola Gratteri del libro Acquasantissima (Mondadori) che svela, o tenta di svelare, i rapporti e le contiguità tra la criminalità organizzata e le gerarchie ecclesiastiche. A metterci del pepe è, come spesso accade dalle nostre parti quando l'argomento sono coppole e padrini, il giornale studentesco Cortocircuito, che dopo avere messo nei “guai” il sindaco di Brescello Marcello Coffrini e fatto litigare il sindaco di Reggio in sala del Tricolore con i grillini, adesso orienta la  scure contro una presunta trattativa Mafia-Chiesa. Nicaso, Gratteri e Elia Minari erano gli ospiti del Comune di Correggio che li ha chiamati in pompa magna al teatro Asioli per presentare il libro di Nicaso e Gratteri "Acquasantissima".Ma non avevano fatto i conti con i tanti cattolici presenti in sala, molti dei quali che occupano cariche pubbliche e che si sono indignati durante e dopo la presentazione. Presentazione durata quasi due ore, ma dalla quale si possono estrapolare alcune chicche che non mancheranno di fare discutere nei giorni prossimi e probabilmente costringeranno il sindaco Ilenia Malvasi, presente sul palco, ma senza stracciarsi le vesti, a intervenire come  pretenderebbe qualcuno. Il primo a dare fuoco alle polveri è Elia Minari che ha sottolineato alcune parole di don Evandro Gherardi, parroco di Brescello, pronunciate nei giorni caldi dell'affaire Coffrini: «Ha detto che la nostra inchiesta danneggia il turismo, ma la mafia non esiste». Ora. Detta così, sembra una frase un po' imprecisa, anche perchè il turismo sul Po non è che attiri a frotte i tedeschi in villeggiatura. Però, e questo lo hanno pensato i tanti presenti, le accuse rivolte a don Evandro come contiguo ad un certo pensiero filo-cosche, sono gravi e inaccettabili. Nicaso  ci ha messo del suo quando ha spiegato che Papa Francesco era partito bene, ma non è incisivo nella lotta alla mafia oppure quando, inerpicandosi su un discorso più teologico che sociologico, ha detto che la radice dei problemi è insita nel fatto che il cattolicesimo, a differenza del protestantesimo esalta il perdono e sulla base di questo perdono le cosche si sentono a posto. La Chiesa che c'entra? C'entra secondo Nicaso perchè il problema sta proprio in questa specificità del perdono che pone in secondo piano la giustizia terrena. Le parole di Nicaso hanno ricevuto la forte indignazione di diversi esponenti della cultura cattolica di Sinistra di Correggio. Passi per gli episodi, incontestabili, che vedono preti del sud contigui o distratti con i mammasantisisma per ragioni di interesse o sacramentali: battesimi, matrimoni etc...Questi ci sono e nessuno li discute, così come ci sono le epiche parole di Giovanni Paolo II sulla spianata di Agrigento, le bombe della mafia al Velabro e San Giovanni in Laterano, le parole ferme di Bendetto XVI e quelle altrettanto inequivocabili di Francesco. E stanno a significare che un conto è la Chiesa un conto sono i suoi uomini, peccatori, superficiali, compromessi. E' una lotta che la barca di Pietro affronta da 2000 anni, anche su altre sfaccettature dell'umano. Un altro è trovare delle ragioni teologiche a questo teorema. E da un certo punto di vista è più grave perché costringe ad immaginare una contiguità innata e dunque inestirpabile... Continua a leggere

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