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Modena

30/03/2013

«Dogali, non è aumentando i soggetti interessati
che si può rendere accettabile un atto illegittimo»

Alla consigliera Eugenia Rossi non basta l’apertura dell’assessore Antonino Marino

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«U na evidente idiosincrasia per norme e leggi nonchè un reiterato schiaffo a tutte le aspettative di trasparenza e correttezza amministrativa muove l’assessore Marino che insiste: niente bando pubblico, ma allargamento dei ‘privilegi’ come è già stato ben notato». Non basta alla consigliera di Etica e legalità Eugenia Rossi l’apertura di Antonino Marino sulla gestione Dogali. L’assessore allo sport mercoledì ha inviato una lettera a tutte le associazioni nuoto della città invitandole a un confronto (lunedì prossimo) per valutare insieme il rinnovo della convenzione in essere con Dogali srl. Ma questa ‘s vo l t a ’ della giunta, che fino a poche settimane fa aveva sostenuto con fermezza la necessità di procedere con l’affidamento diretto, non convince affatto l’esponente dell’opposizione.

L’attacco

«Il fatto che si proceda ad una consultazione di enti e associazioni in merito al procedimento di adozione in relazione alla gestione dell'impianto Dogali è fuorviante perchè sui procedimenti dettati per legge non ci si consulta - afferma la Rossi -. O, come noi sosteniamo, si rispettano o, come dimostra Marino, si considerano carta straccia. E in questo caso si assumono pesantissime responsabilità politiche e amministrative». E la Rossi ribadisce anche il concetto di «illegittimità» dell’atto, accusa della delibera che tanto aveva fatto arrabbiare sindaco e assessore, ma che allo stesso tempo aveva portato alla clamorosa decisione di ritirare il documento a poche ore dalla votazione in aula. «Non è che un maggior numero di soggetti interessati renda accettabile un atto illegittimo - afferma Eugenia Rossi -. Anzi, preoccupa ancora di più la deriva collettiva degli stessi in termini di serietà, anche se, per fortuna, qualche voce fuori dal coro esiste e si mostra non solo restia, ma contraria a qualsiasi soluzione pasticciata e incomprensibile per la città. Dimostra per l’ennesima volta quanto pericolosamente questa amministrazione e il partito di maggioranza siano lontani dalla doverosa assunzione di responsabilità in merito a competenze, utilità pubblica e non privata, trasparenza di gestione della cosa pubblica. Ribadiamo quindi il nostro deciso no ai rabberciamenti scandalosi e alle scorciatoie nemmeno tanto furbesche e la nostra fermissima intenzione di esercitare una reazione di controllo e vigilanza nel rispetto evidente proprio di etica e legalità, di cui ci siamo voluti assumere onore ed oneri».

La delibera

In base alla delibera che doveva essere votata l’11 aprile per le piscine Dogali era previsto un rinnovo senza bando fino al 2026 all’attuale gestore la cui convenzione scade nel 2014. In cambio Dogali srl (un pool di società guidato da Uisp) garantiva lavori lavori per 493mila euro con una fideiussione di 300mila euro concessa dal Comune. Il piano, fortemente voluto dall’as - sessore Marino, saltò per volere del sindaco stesso poche ore prima dell’approdo in aula. La giunta parlò di «clima avvelenato», ma il vero nodo riguardava il tema dell’«u nico soggetto sportivo». Per legge infatti solo se «le associazioni di promozione sportiva operanti sul territorio su cui insiste l’impianto costituiscono un unico soggetto sportivo» è possibile evitare il bando.

Il tavolo

Ovvio che adesso Marino, mettendo attorno a un tavolo tutte le associazioni sportive, spera di poter superare le scoglio. Se tutti sono d’ac - cordo il soggetto gestore diventa gioco forza soggetto-unico. Ma la premessa (cioè il mettere tutti d’accordo) appare tutt’altro che scontata.

g.leo