sabato 08 agosto

Tragedia sul Secchia devasta una famiglia: morte Hajar e Khadisa Louahbi. Grave la 22enne, salva la bimba di 11 anni

 

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Sassuolo

05/08/2015

Tragedia sul Secchia devasta una famiglia: morte Hajar e Khadisa Louahbi. Grave la 22enne, salva la bimba di 11 anni

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Le due vittime della tragedia sul fiume Secchia a Sassuolo

Una ragazzina che si sente male in acqua, le sorelle che si lanciano nel fiume per salvarla e le correnti del Secchia che le inghiottono tutte, uccidendone due. E’ un tragedia che devasta una famiglia quella che è avvenuta ieri mattina a Sassuolo: a perdere la vita sono state Hajar Louahbi, 18 anni, e la sorella Khadisa di appena 9. E’ in condizioni gravissime un’altra sorella, la 22enne Khaoula.
La triste vicenda è accaduta ieri mattina intorno a mezzogiorno in località Borgo Venezia, nella periferia di Sassuolo a ridosso del fiume Secchia, dove il Percorso natura corre parallelo all’acqua nella quale un cartello del Comune segnala che vigerebbe il divieto di balneazione. Per prendere un po’ di sole, e fare magari il bagno, si erano recate lì quattro delle 5 sorelle della famiglia Louhabi, di origini marocchine ma ben radicata nel territorio dal momento che da oltre due decenni abitano nel Modenese e in Italia sono nate tutte le ragazze. Provenienti da un’abitazione non troppo lontana di via Radici in piano hanno scelto di fermarsi in un punto impervio, dove è difficile arrivare a piedi e che non si scorge dalla strada sterrata, dove bisogna faticare per un paio di centinaia di metri prima di giungere su una sorta di «spiaggetta». E dove, un po’ per il pudore di poter stare in costume senza essere viste da maschi e un po’ per poter stare tranquille, si è protette dalla vista e lontane da altri approdi del Secchia più «frequentati». 
Quella che doveva essere una giornata di refrigerio ha però preso un’improvvisa piega storta quando - secondo la ricostruzione della polizia municipale, che conduce le indagini - una delle giovani sarebbe stata colta da un malessere mentre faceva il bagno, forse una congestione. A quel punto, nel tentativo di salvarla, le congiunte si sarebbero lanciate verso di lei. Ma il Secchia, che in quel punto è torbido e che soprattutto appare ingannatore perché a pochi metri dalla riva sabbiosa scende fino a una profondità di quasi 4 metri, le ha risucchiate.
Da questa scena drammatica si sarebbe riuscita a liberare una delle sorelle, una bambina di 11 anni, che ha avuto la prontezza e la freddezza di risalire lungo la sponda del corso d’acqua raggiungendo la diga che si trova circa mezzo chilometro più a valle. Sullo sbarramento era presente il manutentore che, avvisato, ha subito allertato i soccorsi. In brevissimo si sono così messi in azione il 118, i vigili del fuoco, la polizia municipale, la polizia di Stato e i carabinieri. I sanitari si sono mossi con un’ambulanza e l’elisoccorso, mentre i pompieri hanno raggiunto la zona con gli operatori del comando provinciale e con i sommozzatori giunti da Bologna con due elicotteri che sono atterrati a breve distanza. 
Hanno preso il via le operazioni febbrili di ricerca dei corpi con la municipale che, giunta per prima sul posto, è riuscita a trascinare a riva la 22enne, trasportata a Baggiovara dopo una rianimazione durata ben 40’ dopo averla intercettata all’altezza di un isolotto di sabbia che sorge proprio a metà del letto del fiume. Dove intanto l’acqua continuava a scorrere a passo lento come se nulla fosse successo. 
Di più sono durate le azioni per salvare le altre due ragazze, rese complicate dal fatto che nel frattempo i corpi erano stati risucchiati nel fondale melmoso e pieno di rami. Verso le 13 è stato recuperato il corpo di Hajar, studentessa dell’istituto tecnico Volta per la quale purtroppo non c’era più nulla da fare nonostante i tentativi del 118. E identico tragico destino, verso le 14.45, è stato constatato per la piccola Khadisa, per la quale le oltre due ore di ricerche infruttuose avevano ridotto al lumicino le speranze di salvarla. Nel pomeriggio i cadaveri sono stati trasportati alla Medicina legale del Policlinico di Modena, dopo l’autorizzazione del pm di turno ovvero il sostituto procuratore Pasquale Mazzei, a disposizione dell’autorità giudiziaria. 
Potrebbero essere disposti esami autoptici che aiutino a chiarire le cause dell’accaduto, in particolare accertare la ragione del malessere che ha colpito la 18enne, che saranno seguiti dai funerali con rito islamico che si terranno non prima della fine della settimana. E’ invece ricoverata a Baggiovara nel reparto di Neurorianimazione Khaoula: i medici stanno lavorando per cercare di attenuare i danni causati dalla lunga permanenza sott’acqua. Allo stato la prognosi è riservata e le condizioni sono definite gravi.
Una ragazzina che si sente male in acqua, le sorelle che si lanciano nel fiume per salvarla e le correnti del Secchia che le inghiottono tutte, uccidendone due. E’ un tragedia che devasta una famiglia quella che è avvenuta ieri mattina a Sassuolo: a perdere la vita sono state Hajar Louahbi, 18 anni, e la sorella Khadisa di appena 9. E’ in condizioni gravissime un’altra sorella, la 22enne Khaoula.
La triste vicenda è accaduta ieri mattina intorno a mezzogiorno in località Borgo Venezia, nella periferia di Sassuolo a ridosso del fiume Secchia, dove il Percorso natura corre parallelo all’acqua nella quale un cartello del Comune segnala che vigerebbe il divieto di balneazione. Per prendere un po’ di sole, e fare magari il bagno, si erano recate lì quattro delle 5 sorelle della famiglia Louhabi, di origini marocchine ma ben radicata nel territorio dal momento che da oltre due decenni abitano nel Modenese e in Italia sono nate tutte le ragazze. Provenienti da un’abitazione non troppo lontana di via Radici in piano hanno scelto di fermarsi in un punto impervio, dove è difficile arrivare a piedi e che non si scorge dalla strada sterrata, dove bisogna faticare per un paio di centinaia di metri prima di giungere su una sorta di «spiaggetta». E dove, un po’ per il pudore di poter stare in costume senza essere viste da maschi e un po’ per poter stare tranquille, si è protette dalla vista e lontane da altri approdi del Secchia più «frequentati».
Quella che doveva essere una giornata di refrigerio ha però preso un’improvvisa piega storta quando - secondo la ricostruzione della polizia municipale, che conduce le indagini - una delle giovani sarebbe stata colta da un malessere mentre faceva il bagno, forse una congestione. A quel punto, nel tentativo di salvarla, le congiunte si sarebbero lanciate verso di lei. Ma il Secchia, che in quel punto è torbido e che soprattutto appare ingannatore perché a pochi metri dalla riva sabbiosa scende fino a una profondità di quasi 4 metri, le ha risucchiate.
Da questa scena drammatica si sarebbe riuscita a liberare una delle sorelle, una bambina di 11 anni, che ha avuto la prontezza e la freddezza di risalire lungo la sponda del corso d’acqua raggiungendo la diga che si trova circa mezzo chilometro più a valle. Sullo sbarramento era presente il manutentore che, avvisato, ha subito allertato i soccorsi. In brevissimo si sono così messi in azione il 118, i vigili del fuoco, la polizia municipale, la polizia di Stato e i carabinieri. I sanitari si sono mossi con un’ambulanza e l’elisoccorso, mentre i pompieri hanno raggiunto la zona con gli operatori del comando provinciale e con i sommozzatori giunti da Bologna con due elicotteri che sono atterrati a breve distanza. Hanno preso il via le operazioni febbrili di ricerca dei corpi con la municipale che, giunta per prima sul posto, è riuscita a trascinare a riva la 22enne, trasportata a Baggiovara dopo una rianimazione durata ben 40’ dopo averla intercettata all’altezza di un isolotto di sabbia che sorge proprio a metà del letto del fiume. Dove intanto l’acqua continuava a scorrere a passo lento come se nulla fosse successo.
Di più sono durate le azioni per salvare le altre due ragazze, rese complicate dal fatto che nel frattempo i corpi erano stati risucchiati nel fondale melmoso e pieno di rami. Verso le 13 è stato recuperato il corpo di Hajar, studentessa dell’istituto tecnico Volta per la quale purtroppo non c’era più nulla da fare nonostante i tentativi del 118. E identico tragico destino, verso le 14.45, è stato constatato per la piccola Khadisa, per la quale le oltre due ore di ricerche infruttuose avevano ridotto al lumicino le speranze di salvarla. Nel pomeriggio i cadaveri sono stati trasportati alla Medicina legale del Policlinico di Modena, dopo l’autorizzazione del pm di turno ovvero il sostituto procuratore Pasquale Mazzei, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Potrebbero essere disposti esami autoptici che aiutino a chiarire le cause dell’accaduto, in particolare accertare la ragione del malessere che ha colpito la 18enne, che saranno seguiti dai funerali con rito islamico che si terranno non prima della fine della settimana. E’ invece ricoverata a Baggiovara nel reparto di Neurorianimazione Khaoula: i medici stanno lavorando per cercare di attenuare i danni causati dalla lunga permanenza sott’acqua. Allo stato la prognosi è riservata e le condizioni sono definite gravi.

 

Giancarlo Scarpa