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Modena
08/04/2013
E’ stato probabilmente l’arrivo di alcuni «ospiti » da Bologna a contribuire alla rissa, poi sfociata in rivolta, che è avvenuta ieri al Cie di Modena. Si tratta dell’ennesi - mo episodio di tensione in via La Marmora, ma questa volta non si registrano feriti. La vicenda è avvenuta nel tardo pomeriggio a seguito appunto del trasferimento - programmato - di un gruppo di extracomunitari, magrebini soprattutto, dal Centro di identificazione ed espulsione del capoluogo regionale a quello della nostra città. Questo episodio ha creato agitazione tra i presenti e i nuovi arrivi e, secondo quanto è dato sapere, alcuni di loro sono venuti alle mani provocando così una piccola rissa. Così, anche per via della situazione di «nervosismo» generale, altri ospiti avrebbero manifestato con una certa veemenza contro le condizioni nelle quali vivono all’interno del Cie e contro la permanenza al Cie stesso. La (rumorosa) ribellione è stata poi sedata in serata grazie all’intervento delle forze dell’ordine, con un paio di volanti fatte arrivate sul posto come rinforzo. Non è stato necessario l’uso della forza così come non è servito chiamare né i vigili del fuoco e né il 118. Il fatto di ieri, come si diceva prima, non è una novità: numerose sono state negli ultimi anni le proteste e in diversi casi si sono verificati episodi di violenza, di danneggiamenti verso gli oggetti della struttura e di tentativi di fuga. A tutto ciò si aggiunge la questione della gestione del Centro di identificazione ed espulsione, criticata dalla politica e dai sindacati per i ritardi nel pagamento degli stipendi agli addetti e sulla quale recentemente la Prefettura è intervenuta versando ai lavoratori alcune delle mensilità arretrate. Senza dimenticare le critiche dei sindacati di polizia: lamentano il fatto che l’impiego di agenti della questura al Cie toglie uomini all’organico addetto al controllo della città; in altre realtà, invece, il compito è affidato ai reparti mobili.
g.sc.
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